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Attacco informatico DDoS contro La Poste e La Banque Postale: capire l’incidente del 22 dicembre 2025

La mattina di lunedì 22 dicembre 2025, ilgruppo La Poste e La Banque Postale sono stati gravemente danneggiati da unattacco DDoS. Secondo le informazioni rese pubbliche, è stata presa di mira l’interconnessione tra un centro dati e Internet, rendendo inaccessibili molti servizi online dalle 6.30 circa, appena 48 ore prima della vigilia di Natale. Contemporaneamente, altre banche come la Caisse d’Épargne e la Banque Populaire hanno segnalato rallentamenti e “malfunzionamenti” dei loro servizi.

Questo articolo analizza in modo strutturato ciò che sappiamo sull’incidente, come funziona un attacco DDoS e le lezioni da trarre in termini di continuità del servizio e sicurezza digitale.

Punti chiave da ricordare

  • La mattina del 22 dicembre 2025, un attacco informatico DDoS (distributed denial of service) ha colpito La Poste e La Banque Postale.
  • Si ritiene che l’attacco abbia preso di mira l’interconnessione tra uno dei centri dati del Gruppo e Internet, interrompendo un gran numero di servizi online.
  • Tra questi: l’accesso ai conti de La Banque Postale, i servizi Colissimo (affrancatura, etichettatura, consegna automatica) e la cassaforte digitale Digiposte.
  • I pagamenti (tramite carta, bonifico, ecc.) sono stati presentati come non interessati, in quanto utilizzano un flusso tecnico separato, distinto dal datacenter interessato.
  • Di fronte alle dimensioni del blocco, la direzione del gruppo ha autorizzato la chiusura di alcuni uffici postali, mentre alcune consegne di pacchi potevano ancora essere effettuate manualmente, “alla vecchia maniera”.
  • Ciò ha fatto seguito a una prima interruzione di sabato 20 dicembre, che era già stata attribuita a un attacco DDoS.
  • Altredue banche francesi, Caisse d’Épargne e Banque Populaire, hanno subito rallentamenti nello stesso periodo, che hanno attribuito a un malfunzionamento, senza confermare un attacco informatico.
  • L’incidente solleva interrogativi sulla portata dell’attacco, sull’efficacia delle misure di mitigazione e sul possibile coinvolgimento di attori organizzati, ma al momento non ci sono prove pubbliche che ci permettano di prendere una decisione.
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Cronologia: dalle prime interruzioni del 20 dicembre al grave incidente del 22 dicembre

Sabato 20 dicembre: un primo avvertimento

Secondo le informazioni rese pubbliche, i primi segni di fragilità sono apparsi sabato 20 dicembre 2025. I servizi di La Poste e La Banque Postale sono stati quindi indisponibili per diverse ore. Le informazioni tecniche disponibili indicano che si trattava già di un attacco DDoS, prima di un graduale ritorno alla normalità nel corso della giornata.

Con il senno di poi, questo episodio sembra essere un precursore: gli aggressori sembravano già testare la resistenza dell’infrastruttura del gruppo, prima di colpire più duramente due giorni dopo.

Lunedì mattina, 22 dicembre: blocco massiccio 48 ore prima di Natale

La mattina di lunedì 22 dicembre 2025, la situazione è peggiorata. Dalle 6.30 circa, l’accesso a molti servizi del gruppo La Poste è stato interrotto o impossibile:

  • Molti clienti non riescono a collegarsi ai loro conti La Banque Postale;
  • guasti che riguardano i servizi di Colissimo, in particolare l’affrancatura, l’etichettatura e parte del sistema di distribuzione automatica dei pacchi;
  • ha segnalato l’indisponibilità della cassaforte digitale Digiposte;
  • più in generale, difficoltà di accesso ai vari servizi online di La Poste.

L’incidente arriva in un momento particolarmente delicato: l’ultimo tratto prima di Natale, quando molte persone si affidano a La Poste e Colissimo per inviare o ricevere i loro regali. La combinazione del picco stagionale di attività e dell’attacco aumenta automaticamente l’impatto sugli utenti.

Servizi interessati e servizi preservati

Nel corso delle ore è emerso un quadro relativamente coerente, basato su informazioni tecniche e testimonianze degli utenti. Ecco una sintesi, basata sulle informazioni disponibili al 22 dicembre 2025:

Tipo di servizioSituazione al 22 dicembre (in base alle informazioni disponibili)
Accesso ai conti online de La Banque PostaleGravemente interrotto o impossibile per molti clienti.
Servizi web di La Poste (sito web, aree clienti, ecc.)Gravemente perturbato, con molte indisponibilità segnalate.
Colissimo (affrancatura, etichettatura, tracciabilità)Blocco dell’affrancatura e dell’etichettatura; interruzione delle linee di distribuzione automatizzate.
Consegna dei pacchiIn alcuni casi, questo può essere fatto manualmente, senza un terminale elettronico, ma con un funzionamento degradato.
Digiposte (cassaforte digitale)Servizio segnalato come non disponibile o di difficile accesso.
Uffici postali fisiciLe operazioni si sono deteriorate; è stata data l’autorizzazione a chiudere alcuni uffici a causa delle difficoltà.
Pagamenti legati al gruppo (carte, bonifici, ecc.)Presentati come non interessati, in quanto utilizzavano un flusso separato che non passava attraverso il datacenter preso di mira.
Caisse d’Épargne e Banque PopulaireSono stati segnalati rallentamenti e malfunzionamenti; gli stabilimenti parlano di un incidente, senza confermare un attacco informatico DDoS.

Questa tabella mostra chiaramente la natura sistemica del punto di interconnessione colpito: prendendo di mira un nodo di rete, l’attacco ha avuto un impatto trasversale su molti dei servizi online del gruppo.

Come hanno reagito La Poste e La Banque Postale

Data la gravità della situazione, sono state segnalate diverse misure operative:

  • La direzione del gruppo La Poste ha deciso di chiudere alcuni uffici postali quando l’entità dell’interruzione non consente più di fornire un servizio normale;
  • È stato comunque indicato che le consegne dei pacchi possono ancora essere effettuate manualmente, cioè senza utilizzare i consueti terminali elettronici, per limitare il più possibile i ritardi;
  • Le comunicazioni sottolineavano il fatto che i flussi di pagamento erano isolati dal centro dati interessato, il che significava che le transazioni (pagamenti con carta, bonifici, ecc.) potevano continuare nonostante i guasti sul lato dei servizi online.

Questi fattori evidenziano un’organizzazione già parzialmente segmentata: i flussi di pagamento critici seguono chiaramente un percorso tecnico diverso da quello dei servizi web, che limita l’impatto immediato sulla catena dei pagamenti in caso di problemi in un datacenter.

Solo un incidente DDoS? Cosa possiamo dedurre (e cosa non sappiamo)

Negli scambi tra utenti di Internet e commentatori, spesso emerge una domanda: se l’incidente è effettivamente “solo” legato a un DDoS, è davvero grave? E questa spiegazione è sufficiente a descrivere l’accaduto?

I fatti rassicuranti

Sulla base delle informazioni rese pubbliche all’epoca dei fatti, alcuni punti possono essere considerati relativamente rassicuranti:

  • le comunicazioni si riferiscono a un attacco DDoS che ha preso di mira l’interconnessione di rete; non è stato menzionato, in questa fase, un’intrusione comprovata nei sistemi interni o un furto di dati;
  • il fatto che i pagamenti siano stati gestiti attraverso un flusso separato indica un’architettura in cui alcuni componenti critici sono separati dai servizi online per il pubblico in generale;
  • Le operazioni bancarie interne(clearing, bonifici interbancari, ecc.) possono, in molti casi, essere basate su circuiti diversi dalle interfacce web o mobili consultate dai clienti.

È importante specificare che l’assenza di menzioni pubbliche non significa che non ci sia stato un incidente tecnico interno, ma semplicemente che nessuna fuga di dati o compromissione è stata presentata come un fatto accertato al momento della segnalazione dell’incidente.

Domande legittime ancora senza risposta

D’altra parte, rimangono alcune aree grigie che sollevano domande legittime:

  • In linea di principio, un attacco DDoS su larga scala è atteso dai grandi gruppi, che in genere dispongono di soluzioni di mitigazione (fornitori specializzati, filtraggio, ridondanza, ecc.). L’entità dell’interruzione solleva quindi interrogativi sulla potenza dell’attacco o sull’esatta configurazione delle protezioni in atto;
  • Il fatto che siano state osservate interruzioni simili il 20 dicembre e di nuovo il 22 dicembre solleva dubbi su una campagna mirata piuttosto che su un singolo incidente isolato;
  • Alcuni osservatori si interrogano sulla possibilità di un attacco più complesso del solo DDoS, o di una combinazione di attacco informatico e guasto tecnico, sebbene non vi siano prove pubbliche che lo confermino;
  • Come per molti incidenti di questo tipo, la questione del possibile coinvolgimento di attori organizzati o addirittura sponsorizzati dallo Stato viene sollevata in un contesto di tensioni geopolitiche, ma per il momento si tratta solo di speculazioni che non sono state pubblicamente confermate.

In sintesi, l’ipotesi principale rimane quella di un attacco DDoS massiccio e ripetuto, ma la portata del blocco e il suo contesto richiedono un esame approfondito dei meccanismi di resilienza e dei possibili scenari.

Quali sono le conseguenze per i clienti?

Per le persone e le imprese, le conseguenze pratiche di un simile incidente sono principalmente l’improvvisa interruzione dell’accesso a servizi che sono diventati essenziali per la vita quotidiana.

  • I clienti de La Banque Postale: impossibilitati, a volte per diverse ore, a collegarsi all’area clienti per consultare i propri conti, effettuare un bonifico o gestire le operazioni quotidiane.
  • Utenti di La Poste: difficoltà di affrancatura di lettere o pacchi tramite i servizi online e alcuni terminali, impossibilità di stampare le etichette Colissimo, interruzione della tracciabilità dei pacchi.
  • Utenti Digiposte: temporanea indisponibilità della propria cassaforte digitale, con la frustrazione di non poter accedere ad alcuni documenti archiviati online.
  • Imprese, e-tailer e professionisti: rischio di ulteriori ritardi logistici in vista del Natale, gestione più complessa delle spedizioni dei clienti e delle relazioni commerciali.

Inoltre,il ripetersi degli incidenti (20 e 22 dicembre) può generare un senso di incertezza tra i clienti, che si interrogano sulla capacità dell’infrastruttura di assorbire questo tipo di shock in futuro.

Impatto specifico sulle operazioni bancarie

Un punto importante è che i pagamenti stessi (pagamenti con carta, trasferimenti interbancari, ecc.) sono stati descritti come normalmente funzionanti, grazie al loro instradamento attraverso un flusso separato dal centro dati attaccato.

In concreto, ciò significa che :

  • Le transazioni in negozio o online già avviate possono continuare a essere eseguite anche se i clienti non sono in grado di connettersi alla loro interfaccia web o mobile;
  • D’altra parte, era più difficile, se non impossibile, preparare nuove transazioni (effettuare un bonifico, aggiungere un beneficiario, ecc.) dall’area clienti, finché l’accesso rimaneva saturo.

Per gli utenti, l’inconveniente principale è stato l’impossibilità di interagire con i propri conti in tempo reale, piuttosto che il blocco completo dei flussi finanziari sottostanti.

  • concentrano l’accesso a una moltitudine di servizi per il pubblico e per i professionisti;
  • la loro indisponibilità si traduce immediatamente in blocchi visibili per milioni di utenti;
  • Sono obiettivi primari per gli aggressori che cercano di disturbare, destabilizzare o esercitare pressioni.

Questo episodio illustra la necessità per gli operatori di servizi essenziali di disporre di solidi piani di continuità e di soluzioni di mitigazione DDoS che siano regolarmente testate e adattate all’evoluzione delle minacce.

Article rédigé par

22 Dicembre 2025
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